La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 19 giugno 2021 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XII Domenica del Tempo Ordinario – B -

Letture: Gb 38,1.8-11 /Sal 106 / 2Cor 5,14-17 / Mc 4,35-41

Signore, non t’importa di noi?

12TO   Il Vangelo racconta i miracoli di Gesù per mostrare che egli è potente in parole e opere; non fa solo discorsi, ma fatti! Oltre a questo, Gesù mostra il Volto di Dio, potente e misericordioso, e mostra anche il tipo di fede che vuole dai suoi.

   Tutta l’attenzione si concentra su Gesù. La sua parola sa calmare il mare in burrasca. Coloro che assistono si interrogano: Chi è costui? Ma subito l’Evangelista Marco sposta l’attenzione… non più sulla potenza di Gesù, ma sulla fede dei discepoli.

   La loro fede è ancora incerta, e non libera dalla paura, nei momenti di difficoltà. La fede matura è invece la fiducia di chi si sente al sicuro in compagnia del Signore, anche se le difficoltà sono grandi e il Signore sembra dormire.

   Forse l’Evangelista, scrivendo, pensava alla comunità perseguitata o a una comunità scoraggiata per il silenzio apparente del Cristo risorto.

   Noi abbiamo imbarcato Dio nella nostra vicenda umana fin dall’inizio. Siamo in viaggio in un’avventura senza ritorno.

   Andiamo all’altra riva – dice Gesù. Là c’è il territorio dei pagani. È la nostra epoca, che è cristiana, ma spesso solo di nome. Di Gesù si vede in circolazione un’idea vaga. Gesù è visto come una figura del passato che oggi conta poco.

   Le idee di moda, le notizie più spesso tragiche che buone, i pericoli del presente e del futuro… sono un vento che fa ballare l’imbarcazione tra onde alte, che vanno su e giù, paurosamente.

   Oggi conta la forza dei soldi, delle armi, della tecnologia… non la forza dell’amore e dell’affidarsi a Dio.

   Ecco allora il grido: Signore, perché dormi? Non ti importa niente di noi?

   E lui risponde coi fatti, prima, e poi consegna una domanda: Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?

   Crediamo che il Signore dorma.

   A ben pensarci, non siamo forse noi che dormiamo, dimenticandoci di lui e delle sue parole? Se prendiamo in mano il Vangelo, vediamo se è lui che dorme o noi!

   Insieme ai discepoli, accusiamo il Signore di non interessarsi di noi e lui può ben risponderci che Dio ama la vita, che a lui importa, eccome, se moriamo. Gli importa talmente tanto della nostra vita che è morto per noi!

   I discepoli, una volta salvati dalla tempesta, si fanno una domanda che sembra strana: Chi è costui?

   È la domanda a cui non è facile rispondere. In effetti al momento non viene data nessuna risposta. Ci vorrà tutto il Vangelo: i discepoli devono fare ancora un lungo cammino per arrivare a capire il Maestro e la sua missione.

   Pure noi, per comprendere Gesù, dovremo fare tanta strada e attraversare le tempeste che vorrebbero fermare l’avanzata del Regno di Dio.

   Perché avete paura? Non avete ancora fede?

   Un predicatore del secolo scorso, del pre-concilio, diceva provocatoriamente: Abbiamo tonnellate di religione e non abbiamo un granello di fede.

   Forse ci sono chili di rosari, abbiamo chili di messe, ma se mancasse quel pizzico di fiducia in Gesù?

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