Pellegrinaggi

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Il pellegrinaggio a Maria Luggau

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   Ogni anno ha luogo nel mese di giugno. Vi prendono parte tanti pellegrini provenienti da tutte le Parrocchie della Val Comelico e anche dai paesi del circondario. I vari gruppi, che vanno a piedi, varcano il confine con l’Austria da valichi diversi, per poi ricongiungersi tutti insieme oltre le vette e proseguire uniti verso il Santuario dedicato alla Madonna Addolorata. Chi non riesce ad affrontare il percorso a piedi, raggiunge la Carinzia in automobile.

L’esperienza 2019 nelle parole di un pellegrino:

il senso profondo del camminare e far fatica insieme

Dio stesso si fa pellegrino!

«Tutti insieme per forcella Dignas! Questa è stata la scelta (saggia!) perché a Cima Vallona c’era ancora troppa neve. Dopo aver aspettato tutti come di dovere, e con buona pace dei più impazienti, si è saliti a suon di rosari e litanie ben proposti dalla guida brillante di Gianluigi. Quando sono state sospese le orazioni, su a perdifiato, senza sosta, perché la strada è lunga e bisogna portarsi avanti. Il tempo era bello e dalle nebbie cominciava a emergere il Palombino con gli altri monti. Giunti al confine, il canto per la pace per ricordare i Caduti e anche amici andati avanti. Scendendo, l’aria dell’Austria è fresca e ossigenata, riposante: in riva al laghetto Klapfsee si sosta volentieri e si riposa un po’. Lungo la bella discesa si ripropongono preghiere e intenzioni per tutte le necessità, perfino per i politici che guidano le sorti del mondo e del Paese: per loro di solito si indulge in lamentele e si pensa che le orazioni non servano. È giusto nel pellegrinaggio far preghiere di domanda, ma è bene anche pensare la fede… cosa ricca di sorprese! Sosta alla sorgente, sulla piana del Crocifisso: si riflette che non sono gli uomini che fanno pellegrinaggio verso il Signore ma, in realtà, è Dio che da sempre si fa pellegrino in cerca dell’umanità. Il Vangelo mostra che Dio esce dal Santuario e prende dimora in Gesù Cristo. Il velo del tempio si squarcia. Dio non è più inaccessibile. Si colloca sulla strada di ingresso a Gerusalemme, dove c’è il Crocifisso, e tutti possono vedere. Il cammino per Luggau è ancora lungo e, ahimè, anche accidentato! I disastri non sono avvenuti solo in Val Visdende. I torrenti hanno scavato la strada comoda mangiandola per buoni tratti. Qualcuno ha ripreso gli scarponi riposti nello zaino. Le mani del rosario si sono fatte solidali per afferrare un vicino in difficoltà sui sassi e sui salti da risalire. Alla fine, la sosta pranzo ristora aprendo gli zaini ai margini dei bei prati verdi, su un’ansa del sentiero. Per schivare nuove avventure lungo il Gail, siamo saliti sulla strada asfaltata e (altra grazia!) una brezza fresca ha confortato gli ultimi chilometri.

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Presto la campana del gran campanile saluta i pellegrini. Alcuni dal Comelico arrivano con le loro gomme e Paolo è già piazzato a fotografare i pellegrini esausti. Un nuovo Padre, giovane venuto dalla Cechia, saluta tutti in buon italiano. Poi c’è la Messa concelebrata col parroco di Comelico Superiore, col canto unificato di Campolongo e Padola e ben accomodati nei lunghi banchi, davanti all’immagine scintillante di Maria Addolorata… che quel giorno di Pentecoste appariva rasserenata, contenta di accogliere i comeliani nel loro 23° pellegrinaggio».

Il pellegrinaggio a Sauris 

   Nel 2019, su proposta dei fedeli di Casada, si è ripresa anche l’antica usanza di recarsi in pellegrinaggio al santuario di S. Osvaldo a Sauris (UD). Si tratta di una usanza molto antica, che un tempo vedeva recarsi a Sauris molti pellegrini da tutti i paesi del Comelico per venerare la reliquia del Santo Re conservata nel bel santuario alpestre.

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Il santuario di S. Osvaldo a Sauris (UD).

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5 agosto 2019 – I pellegrini della c.p.i. a Sauris.

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