Storia

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La storia

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La bolla di consacrazione della chiesa di Campolongo recante la data del 28 agosto 1684

   È dedicata all’Apostolo Giacomo (il Maggiore). Dell’esistenza di una chiesa dedicata a S. Giacomo si hanno notizie1 fin dal 1300, ma oggi dell’antica costruzione non esiste più alcuna traccia, in quanto nel 16742 gli abitanti3 di Campolongo decisero di demolire il vecchio edificio, posto fuori dall’abitato, per costruire una nuova chiesa nel centro del villaggio. Il nuovo fabbricato, di forma ottagonale, fu consacrato il 28 agosto 16844, durante la Visita Pastorale, dal Vescovo Alessandro Adelasio, delegato del Patriarca. Con la chiesa, l’Adelasio consacrò anche l’unico altare, riponendovi le reliquie dei Ss. Candido e Clemenza Martiri. Il verbale della Visita pastorale del 17015 riporta gli ordini prescritti dal Visitatore per la chiesa di Campolongo e rivela la presenza di tre altari: oltre al maggiore, c’è l’altare dei Ss. Sebastiano e Flaviano* e quello dedicato a S. Caterina. Nella Visita del 18 luglio 17186 la descrizione dell’edificio conferma la presenza di tre altari: il maggiore e quello di S. Caterina ma, a differenza della visita precedente, si scrive che l’altro altare è dedicato a S. Rocco. Tale è la situazione anche nel 17367. Nel 17458 è confermata l’esistenza di tre altari nella chiesa, ma al posto di S. Rocco, si cita per la prima volta l’altare della Madonna della Salute. Nel 18479 vengono segnalate le preziose pale (risalenti al ‘600) dono della nobile famiglia Fabris di Campolongo. La chiesa non fu sacramentale fino al 185610, quando il Vescovo Renier con proprio decreto concesse che nell’edificio si potesse conservare il Ss. Sacramento. Tra il 1858 ed il 186511, su disegno del famoso Architetto feltrino Giuseppe Segusini (Feltre, 15.07.1801 – Belluno, 29.03.1876), la chiesa venne ampliata, costruendo attorno al perimetro ottagonale le navate laterali con le finestre a mezzaluna; per fare questo, il Segusini fece praticare in cinque pareti dell’ottagono originario altrettante aperture con la realizzazione di archi a tutto sesto, “restando le primitive pareti ad uso di colonne”12. Il vecchio tetto piramidale scomparve e al suo posto fu innalzata la bella e imponente cupola rivestita in rame. All’esterno poi, Segusini aggiunse pure un piccolo pronao costituito da quattro colonne che sostengono un timpano triangolare; anche il campanile fu innalzato di alcuni metri e costruita la cuspide a tripla cipollatura. Nel 185913 la chiesa fu dotata di un nuovo tabernacolo.

Affresco 4 col

L’allegoria della Fede in una delle pitture murali realizzate  dal Micolini nelle lunette della cupola.

 Nel 186114 il pittore Antonio Micolini, di Ceneda15, realizzò sette affreschi nelle altrettante lunette poste alla base delle volte della cupola, che altro non erano se non le finestre dell’ottagono primordiale, tamponate al fine di permettere la costruzione del tamburo su cui poggia la grande calotta. Era intenzione affidare al Micolini anche la decorazione pittorica del soffitto e delle pareti del coro, ma il progetto fu abbandonato per mancanza di fondi16. Ancora su disegno di Segusini, nel 186217 fu commissionata la realizzazione di un nuovo altare maggiore, completo di tabernacolo e tronetto, realizzato in marmo di Carrara dallo scultore cenedese Giuseppe Brescacin.

altar maggiore

L’altar maggiore. Le due statue (scolpite da Giobatta Pontil nel 1866) sono in legno e raffigurano i copatroni Santi Filippo (a dx) e Giacomo “il minore” (a sx). Per questo motivo spesso qualcuno si confonde e attribuisce il Titolo della chiesa a questi due Santi, ma non è così.

Nel 187718 il Vescovo S. Bolognesi incaricò l’Arcidiacono del Cadore G. Gregori di benedire la chiesa rinnovata. La cerimonia ebbe luogo l’11 luglio dello stesso anno. Nel 190119 venne acquistata la statua della B. V. della Salute, pregiata opera dello scultore cadorino Raffaele Piazza, allievo del più famoso Valentino Pancera Besarel. Nel 1959 furono rinnovate le vetrate e nel 1972, su progetto dell’Arch. Alpago Novello, si adeguò il presbiterio alle esigenze della nuova liturgia introdotta dal Vaticano II20. Si sono susseguiti poi vari lavori di restauro conservativo dell’immobile, sotto la supervisione della Soprintendenza di Venezia.

Madonna salute

La Madonna della Salute in trono.              (R. Piazza, Venezia – 1901)

 

 

 

 

Annunciazione

L’Annunciazione nel particolare di una delle vetrate della chiesa di Campolongo.

 

 

 

 

 

 

Note

1      BSC, don Pietro Da Ronco, ms. “Centuria di Comelico Inferiore”, pag. 107 e 115.

2      ACAU, Busta 297, Cartella “Comelico – S. Stefano”, Atto del Notaio Lorenzo De Zolt di Campitello datato 26 gennaio 1674.

3      Decisione adottata dall’Assemblea dei Regolieri “con parte presa a tutti voti”.

4      ACAU, Busta 783, Fascicolo 39, Pag. 115.

5      ACAU, Busta 784, Fascicolo 42, Pag. 56.

6    ACAU, Busta 784, Fascicolo 45, Pag. 105 e 106

7    ACAU, Busta 777, Fascicolo senza numero, miscellanea

8      AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

9      AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

10    AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

APC, Fascicolo “Patenti reliquie”, Copia autentica del Decreto vescovile del 24.10.1856.

11    ACSS, Cat. VII “Grazia – Giustizia – Culto”, Cartolare 6, Fascicoli 45 e 46, miscellanea

12    AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

13    AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

14    ACSS, Cat. VII “Grazia – Giustizia – Culto”, Cartolare 6, Fascicoli 45 e 46, miscellanea

15    Ceneda, Comune autonomo fino al 1866 quando fu unita a Serravalle, forma con quest’ultima

l’odierna cittadina di Vittorio Veneto (TV).

16    ACSS, Cat. VII “Grazia – Giustizia – Culto”, Cartolare 6, Fascicolo 46, miscellanea

17    ACSS, Cat. VII “Grazia – Giustizia – Culto”, Cartolare 6, Fascicolo 46, miscellanea

18    AVB, ms. “Chiese del Cadore”, pag. 345

19    BSC, “In memoria di Gabriele Raffaele Piazza”, 1927

20    APC, Fascicoli relativi a interventi vari, non numerati.

*Con ogni probabilità si tratta di un errore del verbalizzante, in quanto solo in questo caso si parla dei Santi Sebastiano e Flaviano; in tutte le altre visite si cita sempre l’altare dei Santi Rocco e Sebastiano. A prova di ciò, si noti che nelle descrizioni della antica chiesa (quella demolita), riportate in vari verbali delle visite pastorali (in particolare in quella del 1604), si dice che esistevano l’altare maggiore dedicato a San Giacomo e un solo altro altare dedicato a San Rocco; inoltre nell’odierno edificio è tuttora conservata e si può ammirare una pala che raffigura in primo piano proprio i Santi Rocco e Sebastiano.

Abbreviazioni

ACAU            Archivio della Curia Arcivescovile di Udine

ACSS             Archivio comunale di Santo Stefano di Cadore (BL)

APC                Archivio parrocchiale di Campolongo di Cadore (BL)

AVB                Archivio vescovile di Belluno

BSC                Biblioteca Storica Cadorina di Vigo di Cadore (BL)

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