La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 17 luglio 2021 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XVI Domenica del Tempo Ordinario – B -

Letture: Ger 23,1-6 /Sal 22 / Ef 2,13-18 / Mc 6,30-34

Come le pecore senza pastore…

16TO   C’è il piccolo gruppo fedelissimo di Gesù e c’è la folla. Tanta gente cerca Gesù. Il piccolo gruppo di amici intimi non è fine a sé stesso, ma partecipa alla missione del Signore a favore di tutti. Sono appena tornati dal primo invio per i villaggi e hanno sperimentato la potenza della Parola, ma anche la fatica e forse qualche rifiuto.

   Ecco allora che Gesù ha messo in programma per loro un momento di riposo, in un luogo solitario per stare insieme, in compagnia: Venite in disparte e riposatevi un po’. C’è il momento della missione e del conseguente impegno e c’è il momento del riposo, c’è il momento dell’accoglienza della gente e il momento della solitudine, con sé stessi e col Signore. È un riposo che ha delle caratteristiche: è cercato in disparte (è riposo che richiede una separazione); Venite, dice Gesù: dunque un riposo in compagnia con lui.

   Si lascia la folla e il lavoro per stare insieme, per costruire, o ricostruire, una familiarità. La separazione serve per ritrovarsi. Un riposo che non si irrigidisce nelle sue esigenze, per quanto legittime, ma si mantiene aperto alla disponibilità.

   E difatti le cose vanno in modo inaspettato. La folla si raduna senza preavviso impedendo il riposo e Gesù non la fa attendere; accoglie la gente e ne soddisfa le esigenze. Lo fa a modo suo, non a servizio di esigenze superficiali ma di quelle profonde: Insegnava loro molte cose.

   C’è dunque la folla. Tutta la gente che cerca qualcosa. Sono come pecore senza pastore. A noi magari pare che le folle anonime siano indifferenti a Dio e per niente interessate a lui. In realtà sono folle smarrite e disorientate, ma in ricerca. Gesù sente compassione per loro. Nella compassione di Gesù traspare la simpatia di Dio per la gente abbandonata a sé stessa.

   Gesù è disponibile sempre, disposto a cambiare programma se richiesto. Rinuncia infatti a ritirarsi e a riposare. È cercato: non solo va in cerca.

   La gente stanca e affamata cerca uno che in realtà attira, con un richiamo nascosto che si diffonde. La gente cerca un senso, non solo un pane o il benessere materiale. Cerca significati per cui valga la pena vivere. E Gesù è quello che li dà.

   Gesù guarda la gente. Il suo è lo sguardo che non misura solo ciò che accade sotto gli occhi, ma riesce ad andare oltre tanto da intuire il bisogno più profondo. Aveva visto il bisogno dei discepoli che avevano l’esigenza di rinfrancarsi. Ora vede il bisogno della folla che deve smettere di vagare.

   Impariamo anche noi, insieme agli appostoli, che il riposo, quello vero, non è anzitutto abbandonarsi all’ozio, ma stare col Signore. Il luogo solitario da ritagliarsi non è un posto geografico, ma la libertà interiore che fa partecipare agli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù.

   La nostra salute spirituale è a rischio quando si smette di avere come centro di riferimento la persona di Gesù. Primo e principale programma per noi è la disponibilità a lasciarsi modellare dalle mani sapienti del Signore.

   Impariamo dall’esempio di Gesù che guarda la gente in modo diverso, come la guarda Dio: con fiducia, con amore, con disponibilità a venire in aiuto, senza giudicare né condannare, ma con la compassione e con tutta la misericordia di Dio.

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