La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 21 maggio 2022 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

VI DOMENICA DI PASQUA – C –

Letture: At 15,1-2.22-29 /Sal 66 /Ap 21,10-14.22-23 /Gv 14,23-29

Vi lascio la pace, vi do la mia pace.

   Se uno mi ama osserverà la mia parola. Il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Tutto il discorso di addio, che Gesù fa, riguarda la sua partenza e il distacco dai suoi. Soltanto chi ama (se uno mi ama) sperimenta cha la partenza di Gesù è in realtà il suo ritorno (io e il Padre verremo a lui).

Gesù parla di amore e invece i discepoli pensano a rapporti di forza. Hanno in mente un Dio che si deve imporre. Aspettano che Gesù si faccia valere e mostri a tutti chi veramente egli sia. Forse siamo anche noi del parere che la storia si cambia con interventi decisi.

Gesù prende per mano i suoi, anche oggi, perché comprendiamo il senso di ciò che è accaduto a lui.

A chi pretenderebbe il braccio forte, Gesù rivela un fondamento diverso: Se uno mi ama… Dio non si impone, lascia liberi, chiede che siamo noi ad aprirgli la porta e a lasciarlo entrare. Dio si aspetta da noi una relazione di amore.

Gesù, in cambio della gloria che gli era posta innanzi, ha scelto noi. Per noi Dio ha fatto il mondo, per noi ha fatto sua la nostra umanità, per noi ha patito l’abbandono, la croce, la morte. Da questa certezza nasce la vita cristiana, da qui la gioia di appartenergli, da qui la volontà di non tirarsi indietro.

Il Dio di Gesù non è uno da raggiungere, ma una presenza da riconoscere e da accogliere attraverso un sincero percorso di conversione.

La presenza di Dio nel mondo è assicurata non quando avremo riempito tutte le chiese, ma quando qualcuno si lascia ammaestrare dallo Spirito Santo.

Abbiamo sentito da Gesù una promessa a noi particolarmente cara: Vi lascio la pace. Vi do la mia pace.

Il vangelo di Giovanni parla del dono della pace solo nel momento della passione e della risurrezione. Due volte nei discorsi di addio e due volte nelle apparizioni del Risorto ai discepoli.

Le ultime parole prima della passione e le prime dopo la risurrezione sono le stesse: Pace a voi. Vi do la mia pace.

Non si tratta di un semplice augurio di pace, ma di un vero dono della pace.

È una pace diversa da quella del mondo, tanto diversa che i discepoli potrebbero non vederla nemmeno, perché può essere nascosta anche nel suo contrario, cioè nella persecuzione e nelle difficoltà più gravi.

È una pace che non consiste nell’assenza della Croce, ma nella certezza della sua vittoria. Il principe di questo mondo sta per giungere, egli non può nulla contro di me, dice Gesù.

Dio non viene nel mondo in modo spettacolare. Ha scelto di abitare nell’umile dimora che è la vita di ognuno.

Dio abita là dove uno si lascia ammaestrare dallo Spirito Santo.

Dio abita dove l’amore non rimane un sentimento vago, ma una realtà che pervade la giornata.

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