La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 2 maggio 2025 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
DOMENICA III DI PASQUA -C-
Letture:
At 5,27-32.40-41 /Sal 29 /Ap 5,11-14 /Gv 21,1-19
Gettate la rete e troverete!
I discepoli sono tornati a casa, in Galilea secondo l’indicazione di Gesù: Vi precedo in Galilea.
Tornare in Galilea vuol dire tornare all’inizio e ricominciare da dove tutto era cominciato. [Ricominciare da capo è quello che vien chiesto anche a noi oggi, dopo Papa Francesco].
Quello che era iniziato per i pescatori del lago, non era affatto finito. Ma tornati a casa, e al loro lavoro, era difficile comprendere ciò che era avvenuto.
Mentre sembrava tutto finito, è ancora Gesù che va a cercare di nuovo i suoi discepoli. Li incontra negli stessi luoghi, presso il lago. Hanno passato la notte senza prendere nulla. Le reti vuote appaiono come il bilancio della loro esperienza con Gesù.
Ecco che all’alba Gesù si presenta sulla riva del lago. Essi però non lo riconoscono subito.
Ai pescatori stanchi e delusi il Signore dice: Gettate la rete e troverete. I discepoli si fidano e il risultato è incredibile.
Il discepolo amato intuisce che è il Signore, ma se correndo al sepolcro, la mattina di Pasqua, era arrivato per primo, questa volta Pietro a nuoto lo batte.
C’è tutto l’entusiasmo della fede pasquale. La gioia e lo stupore prendono il posto dello smarrimento e dello sconforto, di quel senso di impotenza accumulato prima nel loro animo.
Sono gli stessi sentimenti che animano anche noi, che siamo comunità del Risorto.
Se a prima vista può sembrare che l’oscurità del male e la fatica del vivere abbiano il sopravvento, la Chiesa sa che splende il Signore Gesù su quanti lo seguono.
Su di noi splende la luce della Pasqua.
L’annuncio festoso della risurrezione infonde nei cuori, nei volti e nelle parole la speranza e la gioia.
Siamo chiamati tutti a comunicare questo messaggio della risurrezione a quanti incontriamo, specialmente a chi soffre, a chi è solo, a chi è in condizioni precarie, agli ammalati, agli emarginati.
A tutti facciamo arrivare un raggio della luce del Cristo risorto e un segno della sua misericordia e della sua potenza.
Ci riempia Lui del suo Spirito e ci renda consapevoli che questa è la nostra missione, a servizio del Vangelo.