La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 12 maggio 2025 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

DOMENICA IV DI PASQUA -C-

Letture:

At 13,14.43-52 /Sal 99 /Ap 7,9.14-17 /Gv 10,27-30

Non andranno perdute!

   Il Signore risorto appare vivo in molti luoghi e in molti modi… e tra questi come Pastore del suo popolo.

Si può intravedere il Buon Pastore all’opera in persone che guidano la comunità cristiana e si prendono a cuore gli altri.

Dietro a tanti pastori c’è lui. Dietro ai vescovi e anche al vescovo di Roma c’è il Buon Pastore.

Il vero pastore in testa al popolo di Dio è Gesù. Nel Vangelo è lui che parla del rapporto che lo lega al suo gregge, cioè ai suoi discepoli.

Insiste sul fatto che è un rapporto di conoscenza reciproca: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute”.

In questa frase, l’opera di Gesù comprende alcune azioni: Gesù parla, Gesù conosce, Gesù dà la vita eterna, Gesù custodisce.

Dunque Gesù è attento a ciascuno di noi, ci cerca, ci vuol bene, ci rivolge la sua parola conoscendo i nostri desideri e le nostre speranze, e anche i nostri fallimenti, e le delusioni.

Il Pastore ci accoglie e ci ama così come siamo, con i nostri pregi e i nostri limiti o difetti.

Per ciascuno di noi egli dà la vita eterna, cioè una vita che è possibile vivere in pienezza e senza fine.

Inoltre come pastore ci tiene d’occhio e ci guida con bontà, aiutando ad attraversare i sentieri impervi, le strade che talvolta sono rischiose nel cammino della vita.

Fin qui quello che Gesù, il Pastore, fa per noi.

Ma c’è pure quello che noi suo gregge e suo popolo dobbiamo fare in relazione a lui: “Ascoltano la mia voce… Mi seguono”.

Il primo nostro atteggiamento che deve corrispondere agli atteggiamenti teneri e premurosi del Signore: ascoltare e riconoscere la sua voce.

La vicinanza e sintonia con lui si consolida pregando e ascoltando le parole di colui che per noi è Maestro e Pastore.

Questa attenzione a Gesù e questo parlare con lui rafforza il desiderio di seguirlo, abbandonando percorsi sbagliati, smettendo comportamenti egoistici per incamminarci su strade nuove di fraternità e dono di sé, imitando lui.

Ricordiamo la Madre del Buon Pastore (in questo mese a lei dedicato) perché lei ha risposto prontamente alla chiamata di Dio.

Lei aiuti quanti sono chiamati a rispondere, con gioia e disponibilità, all’invito di Cristo ad essere suoi collaboratori in vari modi, nell’annuncio del suo Vangelo e nel servizio al Regno di Dio in questo tempo.