La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 24 dicembre 2025 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
NATALE DEL SIGNORE – MESSA DELLA NOTTE
Letture:
Is 9,1-6 /Sal 95 /Tt 2,11-14 /Lc 2,1-14
Perché il Natale sia Vangelo…
Nato a Betlemme, in un ricovero di fortuna e non a casa sua: questo è il dato storico riguardante Gesù.
Povera gente. Viandanti lasciati a piedi, messi fuori della porta perché – da come si legge – non c’era posto per loro.
… il che lascia intendere che magari c’era posto per altri, ma per loro no.
Sebbene questa nascita avvenga in una situazione di precarietà e di privazione, non manca tuttavia ciò che è essenziale per il bimbo che viene al mondo: l’accoglienza affettuosa e calorosa di un padre e di una madre che vogliono questo figlio e desiderano la sua nascita.
La nascita del Figlio di Dio è avvenuta lontano dal suo paese, in condizioni provocate da un rifiuto… cosa sempre facile trattandosi di gente povera e anonima, in cammino per obbedire a una scadenza burocratica imposta dal dominatore straniero.
Già la sua nascita ha tutto lo stile di vita scelto da Gesù.
Il Vangelo di Giovanni esprimerà così l’annotazione di Luca (non c’era posto per loro). Scrive nel prologo “Il Verbo si è fatto carne, venne tra i suoi, e i suoi non l’hanno accolto”.
Ecco il primo dato importante del mistero dell’incarnazione di Dio: è nato non accolto, escluso, lui che fa dell’accoglienza delle persone l’essenziale di tutta la sua vita. Il tratto essenziale dell’esistenza e dell’opera di Gesù è proprio l’andare verso tutti e dare accoglienza a qualsiasi persona.
“I suoi non l’hanno accolto”. Ma c’è stato qualcuno che l’ha accolto. Sono in tanti: li vediamo tutti nel presepio, attorno alla santa Famiglia, i pastori che stanno all’aperto, e tanta gente comune.
Il monito “I suoi non l’hanno accolto” ci serve per non lasciarci abbagliare dai falsi miti.
Dio è diverso dalle aspettative di chi cerca solo il proprio benessere, il proprio star bene…
Dio è dono gratuito per noi perché si sia pronti a ringraziare e a condividere.
Il Vangelo mette in guardia dallo sbaglio dei farisei (gente per bene, moralmente ineccepibili) che escludono un Dio entrato in casa dei peccatori. Hanno criticato Gesù che accettava l’ospitalità di Levi e dei suoi amici pubblicani.
A loro aveva risposto che non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati e che lui è venuto non per i giusti ma per i peccatori.
Chiediamo per noi la grazia di accogliere il Dio diverso che non risponde alle aspettative dei più. Chiediamo la grazia di accoglierlo e saremo guariti dai nostri mali e dai peccati.
È una grazia credere nel Dio che va in mezzo agli esclusi, agli emarginati… che si confonde tra quelli che non contano, tra gli stranieri, tra i peccatori.
Quelli che hanno definito Gesù “amico dei peccatori” in realtà hanno affermato la verità più chiara su Gesù che è venuto nel mondo così, come un escluso in mezzo agli esclusi.
Perché il Natale sia Vangelo, dobbiamo cercare Dio dove si trova, non dove non si trova.
Il Natale ci dia il desiderio di avvicinare Dio lì dove nessuno si accorge, lì dove è emarginato e trascurato, per accoglierlo proprio lì e adorarlo.