La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 26 dicembre 2025 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE – A –

Letture:

Sir 3, 3-7.14-17 /Sal 127 /Col 3,12-21 /Mt 2,13-15.19-23

“Permesso, grazie, scusa”

   A pochi giorni dal Natale, la liturgia ci invita a guardare la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. È bello vedere che il Figlio di Dio ha voluto aver bisogno, come tutti i bambini, del calore di una famiglia.

Ci piace pensare l’infanzia di Gesù felice, in una famiglia modello. In questo modello tutte le famiglie del mondo possono trovare il punto di riferimento sicuro e la migliore ispirazione.

Ma le cose non sono state così semplici e tranquille neanche per la Santa Famiglia.

Il figlio è nato durante il viaggio, in un ricovero di fortuna alla periferia della città. Come ciò non bastasse, hanno dovuto fuggire. La famiglia di Gesù ha fatto l’esperienza di molti profughi che oggi vediamo in fuga, obbligati a lasciare la loro casa e la loro terra, la loro tranquillità a causa di guerre ed egoismi di gruppi senza scrupoli, criminali come il vecchio Erode.

Stiamo assistendo a tragedie di tali proporzioni che, a confronto, la vicenda della Santa Famiglia in fuga verso l’Egitto pare poca cosa… e anche a lieto fine.

Il Vangelo ci assicura comunque che Dio vede. E se Dio vede, ha le sue strade provvidenziali e collaboratori, si spera, come Giuseppe che senza parlare si prendono cura delle persone.

Noi crediamo che Dio è più forte, ma si vede che la sua forza è diversa. La sua forza è un bambino… che crescerà e avrà i suoi tempi. La forza di Dio è nell’amore di una famiglia unita che però non è risparmiata da prove, sofferenze, emergenze.

Il nucleo familiare è un grande dono alla società. C’è in esso un amore educativo. L’amore fa crescere, e sempre rigenera i rapporti.

In famiglia si potrà sperimentare una comunione sincera quando è casa di preghiera, quando gli affetti sono seri, profondi, limpidi… quando il perdono prevale sulle discordie, quando l’asprezza del vivere è addolcita dalla tenerezza reciproca e dall’adesione alla volontà di Dio.

Dio dona gioia a chiunque ama e a chiunque dona con gioia.

In Dio si trova l’energia spirituale di aprirsi anche all’esterno, agli altri, al servizio dei fratelli, alla collaborazione per costruire un mondo nuovo e sempre migliore.

La famiglia è un vangelo, è una bella notizia… anche se i problemi non mancano mai e ogni tanto c’è qualche litigio, perché siamo umani, siamo deboli.

Se capita di litigare in famiglia – come raccomandava Papa Francesco – non finisca la giornata senza fare pace. La guerra fredda del giorno dopo è molto pericolosa.

E suggeriva le tre parole da usare sempre: “permesso”, “grazie”, “scusa”. Se nell’ambiente familiare ci sono queste tre parole, la famiglia va bene.

Affidiamo le famiglie del mondo alla cura premurosa di S.Giuseppe, sposo e padre sollecito. Affidiamo a Maria, madre di famiglia tutte le difficoltà che le famiglie incontrano oggi.