La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 2 gennaio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
II DOMENICA DOPO NATALE – A –
Letture:
Sir 24,1-4.12-16 /Sal 147 /Ef 1,3-6.15-18 /Gv 1,1-18
Occorre cercare la vita vera!
Il Vangelo che abbiamo ascoltato è il prologo di Giovanni. È una marcia trionfale.
Il Verbo di Dio è la Parola eterna e creatrice, presente fin dall’inizio: In principio era il Verbo. È il cantico della luce che fa sparire le tenebre del mondo, è la vita e la grazia diffuse sulla terra. Il portale d’ingresso del quarto Vangelo contiene già tutti i temi principali di Giovanni. Anche Matteo comincia il suo Vangelo con un portale che collega l’Antico testamento col Nuovo col riportare la genealogia di Gesù figlio di Davide e figlio di Abramo. Luca invece inizia dicendo della sua ricerca accurata e, quindi, della fondatezza delle cose su Gesù e sugli inizi del movimento cristiano.
Giovanni vola alto, ma non trascura la verità storica, perché su certi particolari è più preciso e attendibile degli altri. È preciso nell’affermare la verità storica dell’incarnazione.
L’eternità e la gloria del Figlio unigenito portano luce, grazia, vita, verità nell’umanità perduta.
Prendiamo solo la parola “vita”. Contemplando il Verbo, Giovanni si esprime così: In lui era la vita, e la vita era la lue degli uomini. Lungo il quarto Vangelo Gesù si rivela come vita: Io sono il pane della vita; le parole che io vi ho detto sono spirito e vita. Culmina nella grande rivelazione: Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in me anche se muore vivrà. E conclude: Io sono la vita, la via, la verità…
In tutte queste affermazioni Giovanni usa la parola zoè e non bios. Bios è vita biologica. È importante: ne va della salute fisica più o meno longeva, confortevole ma anche sofferente (perfino nei bambini!).
Zoè (non pensare allo zoo degli animali!): è vita più nel profondo, è forza vitale che anima ogni essere umano.
Anche nella 1^ lettera Giovanni parla del Verbo della vita… Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato del Verbo della vita: la vita infatti si è manifestata, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza.
Giovanni professa così l’incarnazione del Verbo.
Professa che in Gesù Cristo la vita si è manifestata e loro l’hanno vista, udita, toccata con mano.
Lungo tutta la sua esistenza Gesù fa circolare nuovamente la vita: nelle persone malate, preda della sofferenza, nel peccato che paralizza, contro la morte… Gesù ha sempre lottato per far circolare la vita nuovamente.
Preoccupiamoci dunque non solo della vita biologica, che ha un inizio e un termine.
La vita biologica può accedere alla vita che fa vivere, alla vita piena in Cristo, alla vita piena e in abbondanza: Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
La vita spesso ha l’aspetto dell’acqua stagnante. Gesù dona l’acqua viva – dice il Vangelo di Giovanni – l’acqua corrente e zampillante fino alla vita eterna.
Insomma, la vita risorta fin da ora con Cristo scorre nelle vene della vita biologica e continua oltre la morte.
Occorre cercare che scorra!