La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 5 gennaio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

EPIFANIA DEL SIGNORE

Letture:

Is 60,1-6 /Sal 71 /Ef 3,2-3.5-6 /Mt 2,1-12

Cristo Luce delle genti.

   I Magi venuti dall’oriente sono oggi simbolo delle religioni del mondo.

Il Concilio ci insegna ad avere stima per le culture e le religioni… per il positivo che hanno. Le religioni hanno la loro piccola stella da inseguire.

Nel Dopo-concilio ce lo insegna San Giovanni Paolo II che ha chiamato ad Assisi rappresentanti delle religioni a pregare insieme, per la pace. L’esperienza si è poi ripetuta e consolidata.

Cristo “lumen gentium” è il titolo del primo e significativo documento del Concilio. La stella di Cristo è sempre presente nel mondo e sta a noi seguirla.

La Chiesa non dev’essere immobile come la Gerusalemme degli scribi e di Erode. Quella era una chiesa che possedeva le scritture e le profezie, ma è rimasta immobile… perfino ostile alla novità di Cristo.

La Chiesa, come insegnava Papa Francesco, dev’essere la tenda di Dio in mezzo agli uomini, dev’essere “ospedale da campo” che in mezzo all’umanità soccorre e salva.  La Chiesa accoglie la stella di Cristo e la indica nella carità, la annuncia nel vangelo.

La luce della stella di Cristo è ancora abbastanza luminosa da attrarre i popoli? Certamente! Cristo appare anche oggi come il bimbo povero di Betlemme. È il Re, ma non riconosciuto da tutti, perfino minacciato dagli Erode di turno.

Il Vangelo di Matteo che riporta l’episodio dei Magi annuncia che è lui la stella apparsa sull’orizzonte dell’umanità. È lui il Messia atteso dai popoli, colui attraverso il quale Dio realizza il suo regno di amore, di giustizia e di pace. Egli è nato non solo per alcuni, ma per tutti i popoli.

Ci domandiamo, come la stella diffonda la sua luce oggi? Intanto, la stella irradia i popoli brillando di luce propria.

Con quale metodo si diffonde il regno di Dio?

Non con la potenza di mezzi propria degli imperi di questo mondo. Gli imperi cercano di assicurarsi il dominio.

La luce di Cristo si diffonde attraverso il vangelo, attraverso la parola, la testimonianza del vangelo vissuto.

È lo stesso metodo scelto da Gesù e dai suoi seguaci in mezzo all’umanità.

Il metodo è:

incarnarsi,

cioè farsi prossimo all’altro,

incontrare l’altro,

assumere la sua realtà

e portare la testimonianza della nostra fede.

Così la luce di Cristo, che è Amore, può risplendere in quanti la cercano e l’accolgono.

Non si allarga la luce di Cristo con le parole soltanto.

La stella è Cristo, ma dobbiamo esserlo anche noi per i nostri fratelli… come testimoni dei tesori di bontà e di misericordia infinita del Redentore.

Per essere luce di Cristo, stella che illumina, dobbiamo lasciarci attirare prima noi, come i Magi, lasciandoci affascinare, guidare, convertire da Cristo.