La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 30 gennaio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-
Letture:
Sof 2,3; 3,12-13 /Sal 145 /1Cor 1,26-31 /Mt 5,1-12
La strada per la vera felicità.
Gesù ha annunciato il Regno dei Cieli. I primi discepoli lo seguono e molta gente si raduna, va da lui.
Su un monte, lungo un ampio prato erboso, Gesù comincia a spiegare il mistero del regno. Sono presenti in tanti: tutti con la loro “fame di giustizia” più ancora che fame di pane.
Ai presenti, che hanno tutti le loro povertà e le loro afflizioni, Gesù dice “Beati!” perché vostro è il regno dei Cieli. Beati perché la vostra consolazione è vicina.
Molte promesse sono al futuro: saranno consolati. Troveranno misericordia… ma molte promesse sono al presente. Sono affermazioni: Beati e non solo “saranno beati”. Sembra che Gesù non solo prometta, ma dà beatitudine. Afferma sazietà agli affamati di giustizia, e consolazione agli afflitti.
È possibile una consolazione solo nel domani? o ci può essere già nel presente?
Se si pensa la beatitudine come una realtà a portata di mano, si può rimanere presto delusi. Gesù elenca una serie di situazioni difficili da accettare (e con le quali convivere): povertà e lacrime, violenza e rifiuto di ricambiare con violenza, impegno per la giustizia, perdono e persino persecuzione.
È un atto di fede accettare queste situazioni come condizioni di beatitudine… anche perché il successo che Gesù promette non è immediato. Per lui le beatitudini sono una promessa e anche una scommessa per il futuro.
I beati di cui parla non escono dal mondo che è violento e ingiusto. In esso vivono e continuano a soffrire, ma la loro stessa presenza sfida questo mondo e lo smaschera.
La strada per una vera felicità è un’altra rispetto a questo mondo.
Si rifiuta una società fondata sulla violenza, sulla guerra, sull’avidità economica, sul disprezzo delle leggi.
Si dichiarano beati coloro che non si lasciano intrappolare dai soldi, che rifiutano la violenza, che si impegnano per la giustizia senza temere le critiche…
Coloro che Gesù chiama beati ricordano al mondo che la felicità c’è, ma altrove dal canto delle sirene. E non è una felicità illusoria.
La si trova lontano dal successo mondano fondato sul denaro, sulla violenza, sul disprezzo della legalità.
Coloro che resistono a ogni forma e ingiustizia sono il seme del mondo nuovo. La loro presenza e la loro azione sono seme di un mondo nuovo.
È quel mondo sognato dall’umanità che cerca felicità… Quel mondo che è chiamato Regno di Dio.