La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 27 febbraio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
II DOMENICA DI QUARESIMA -A-
Letture:
Gen 12,1-4 /Sal 32 /2Tm 1,8-10 /Mt 17,1-9
Guardare avanti, con Gesù
Il cammino quaresimale con Gesù è iniziato nel deserto (domenica scorsa, 1^ di quaresima). In questa domenica riprende in direzione di Gerusalemme, e sappiamo che cosa vuol dire: verso la passione e la risurrezione.
Abbiamo il Crocifisso davanti agli occhi e bisogna farsi la domanda: come può essere luminoso e splendente quel volto insanguinato, oscuro di pena? Coronato di spine?
Eppure nella carne fragile e sofferente di Gesù quel volto si è trasfigurato. In Gesù i discepoli hanno visto il Signore glorioso. Lo hanno chiamato Signore, ma hanno provato anche paura. Sono stati presi da grande timore davanti al mistero di quel grande uomo, amabile e attrattivo, destinato però a soffrire e ad essere respinto.
Su Gesù c’è la parola di Mosè e di Elia, che garantiscono per lui e per noi. Seguendo lui siamo tirati fuori ogni giorno dalle piccole schiavitù delle nostre debolezze e paure, e alla fine avremo la liberazione definitiva. Ci sarà il passaggio definitivo dell’umanità da questo mondo al Padre.
Di Gesù si fanno garanti Mosè e i Profeti, ma a rassicurare è soprattutto la voce del Padre: Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Da parte sua, anche Gesù dà la sua parola. Invece i discepoli mostrano incertezza e debolezza. Cadono a terra come morti. È Gesù che li rialza. Il cammino riprende, ma stentano a capire e ad accettare la via di Gesù. Hanno paura perfino di parlarne e nel momento critico scapperanno.
Per Gesù è un guardare avanti, senza più guardare indietro.
Mosè ed Elia sono emblema della Scrittura, da ascoltare e da tener presente. Il racconto biblico dà vita anche a noi, seguaci di Gesù. A volte siamo spaventati. Cadiamo a terra come i discepoli, ma Gesù ci tocca e ci rimette in piedi, sempre, ma senza una parola di Gesù, si resterebbe schiacciati.
Gesù non è mai solo. Parla col Padre e anche con Mosè, ed Elia, il campione dei Profeti.
Con Mosè condivide il desiderio e la determinazione di condurre il popolo nella terra promessa. Come Mosè compie il nuovo esodo. Gesù è uscito da Dio per portare l’umanità nella vita in pienezza.
Come Mosè ed Elia, anche Gesù ha una passione come fuoco per noi, ha l’amore ardente per la verità, non conosce barriere e arriva a dare la vita.
Amiamo la trasfigurazione che, in qualche momento cambia la nostra vita e la illumina. Noi si vorrebbe, come Pietro, fermarla, fare un recinto o una capanna per assicurarci che il momento positivo non finisca.
Eppure, come nella trasfigurazione, c’è il momento della gloria e insieme anche della sofferenza.
Il nostro ascolto tende ad essere selettivo: nella parola di Dio sentiamo quello che vogliamo sentire.
La parola di Dio chiede di essere presa tutta, e la relazione con Gesù va presa interamente. Siamo invitati a prenderlo tutto, Gesù!