La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 6 marzo 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

III DOMENICA DI QUARESIMA -A-

Letture:

Es 17,3-7 /Sal 94 /Rm 5,1-2.5-8 /Gv 4,5-42

Sete di salvezza.

   Oggi la liturgia della 3^ domenica di quaresima ci fa trovare l’acqua viva. Non è l’acqua di un pozzo ma qualcosa di più. Qualcosa come l’acqua fresca che scorre, anzi meglio ancora! Qualcosa che toglie la sete profonda e che appaga veramente i desideri di vita, per una vita soddisfatta e riuscita.

Gesù, stanco per aver camminato sotto il sole, chiede da bere. Ha sete anche lui, ma in realtà mostra poi di aver sete di qualcos’altro, non sete di acqua.

È un po’ una seccatura quell’uomo seduto vicino al pozzo, che chiede da bere e attacca bottone con una persona che non ha voglia di parlare e che va a prendere acqua a mezzogiorno, all’ora sesta, quando è sicura di non incontrare nessuno.

Il dialogo è dapprima superficiale, quasi banale. Via via si fa più profondo.

Si accenna alla tradizione religiosa di giudei e samaritani, ma il discorso interessa relativamente.

Gesù va al centro della questione: cioè al senso di una vita. Una vita che passa, incolore, che sta fallendo. Tante illusioni a cui sono seguite tante delusioni.

Gesù per incontrarci, per incontrare ciascuno, è disposto a farsi povero e bisognoso davanti a noi.

Per raggiungere il cuore di una persona, rinuncia a farsi vedere autosufficiente. Chiede di prendersi cura di lui e allora, come la donna samaritana, ci si avvicina a Gesù senza spaventarsi.

Siamo chiamati a immedesimarci in quella donna samaritana.

Gesù esprime il suo desiderio: Ho sete! Le stesse parole che dirà sulla croce.

Sì, Gesù ha sete non di acqua, ma della salvezza di quella persona, e di ogni persona.

Ha sete della felicità di ciascuno di noi. Vuol dare risposta a quel desiderio di vita piena che ciascuno si porta dentro.

Gesù sa farsi trovare da noi. Lo dice: Quel che cerchi sono io che ti parlo.

   Sono qui per te. Mi sono avvicinato proprio a te.

A questo punto come la donna, che ha piantato lì la brocca dell’acqua, possiamo dire a noi stessi per primi: Ho trovato quello che cercavo! Ho trovato quello che mi mancava!

Colui che ci mancava nella vita è quell’Inviato di Dio, dal quale ci si può sentire stimati e benvoluti…

E si può poi a nostra volta aiutare, voler bene agli altri ed esser contenti.