La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 18 aprile 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
III DOMENICA DI PASQUA -A-
Letture:
At 2,14.22-33 /Sal 15 /1Pt 1,17-21 /Lc 24,13-35
Con l’Amore il cuore si scongela.
In incognito, Gesù risorto insegue due discepoli che se ne vanno. Sono delusi e avviliti.
La loro speranza è andata in frantumi. Speravamo… dicono.
Li trova che discutono. Ma più che altro litigano come due amici (o due amanti) che si sfogano e si parlano nervosamente senza voler cercare una soluzione.
Il viandante è accusato di essere un forestiero che non sa niente. Anzi, un alieno piovuto dal cielo! E li lascia raccontare, sfogare.
Poi comincia a spiegare loro le Scritture. Ripercorre gli scritti antichi partendo da Mosè e proseguendo coi Profeti. E fa notare che il Dio della Bibbia è sempre dalla parte delle vittime, non dalla parte dei potenti… che spesso sono anche prepotenti.
La chiave di lettura della storia in genere, e della storia della salvezza in particolare, è questa vicinanza di amore che Dio ha sempre avuto col suo popolo.
La presenza benevola e premurosa di Dio è la chiave di lettura anche della loro vita e dell’esperienza che hanno fatto nella comunità di Gesù. Ma sono ancora in una fase di accecamento: c’è rabbia e delusione per quanto accaduto e questa rabbia acceca.
Non riescono a vedere e a capire, anche se sanno che la tomba di Gesù è vuota e che è stato visto… ma la notizia non ha cambiato niente in loro.
Allora si può dire che in realtà gli alieni sono loro, i veri stranieri dal mondo.
Pian piano rientrano nel mondo di Dio.
Gesù fa ricordare ai discepoli delusi che il Cristo doveva soffrire.
Proprio di quella sofferenza non volevano sentire. Si tratta di una storia d’amore, quella vissuta insieme. Ricordandola, Gesù aiuta i discepoli a vincere la loro delusione.
Li aiuta a vedere tutti i segni dell’amore di Dio nella loro vita. Apre loro gli occhi per capire come li ha accompagnati.
Anche per noi, quando ritroviamo i segni di amore presenti nella nostra storia, il cuore si scongela.
Se la delusione suscita atteggiamenti di fuga, l’amore fa nascere desiderio di ritorno.
A questo punto dobbiamo fare anche noi la bellissima preghiera: Resta con noi perché si fa sera.
Si fa sera nella nostra vita. Viene meno la speranza. Abbiamo paura della notte. Dio è infatti colui che continua ad accompagnarci anche quando si fa sera nella vita.
Il racconto ha conservato il nome di uno dei due di Emmaus: Cleopa. Non c’è il nome dell’altro… forse perché nell’altro discepolo ci può essere ciascuno di noi, che a tratti possiamo essere un po’ delusi o arrabbiati, che ci allontaniamo.
E il Signore è venuto dietro a riprenderci.