La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 15 maggio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
ASCENSIONE DEL SIGNORE -A-
Letture:
At 1,1-11 /Sal 46 /Ef 1,17-23 /Mt 28,16-20
Alzare gli occhia da terra.
Fu elevato in alto. I discepoli stavano fissando il cielo mentre se ne andava.
Gesù sale in alto, ma in realtà non per andarsene; non lascia soli i suoi.
Sale in alto presso Dio: è un modo di dichiarare la sua vittoria. In definitiva ha vinto lui. Lui che ha dato la vita, che è morto… è ora esaltato. E può ben dire: A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Perché state a guardare il cielo? Tornerà… così il racconto di Luca (1^ lettura).
Il Vangelo secondo Matteo non dice neanche che tornerà, perché Gesù afferma: Ecco, io sono con voi tutti i giorni. Matteo non dice né che se ne sia andato né che tornerà, ma che è qui con i suoi, che rimane.
Gli apostoli continuano a fissare il cielo e due messaggeri celesti li svegliano dall’incanto: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?
Guardare in alto vuol dire guardare a qualcuno che è in alto, molto in alto nella grandezza, nella perfezione, nella santità… Vuol dire guardare a Gesù, leggere il Vangelo e tener presente quello che Gesù ha detto e fatto.
È proprio necessario sollevare lo sguardo da questa terra, ogni tanto, e guardare di più a lui, fare memoria di lui,,, ma poi, ecco che siamo messi coi piedi per terra.
Gesù è sceso in terra e vi rimane. La sua vita è seminata nella nostra terra. La vita del Figlio di Dio risorto è un seme che ormai ha messo radici e fa fiorire una grande pianta.
Il cielo non è sopra di noi, ma dentro, nella trama della storia. La tentazione è di non vederlo, ma c’è!
Perché guardate il cielo?
Siamo tentati alla disaffezione per questa terra, ma non possiamo dimenticare che Dio è sceso su questa terra. Non è rimasto lassù.
In Gesù ha preso la nostra carne, ha messo la sua tenda quaggiù. Ci fa capire che ama l’umanità, ama questo mondo.
Ai suoi discepoli dà una missione: Fate miei discepoli tutti i popoli. Che vuol dire?
Vivete in questo mondo e amatelo come lui lo ha amato.
Salutando i suoi, non dice qualcosa di banale come… Fate i bravi, andate d’accordo. Ma fate agli altri quello che Gesù fa per noi.
Gesù ci parla e dice cose belle, buone… quello che Gesù dice a noi, dobbiamo ricordarlo e poi farlo.
Ha fatto di noi i suoi amici, e noi a nostra volta facciamo tanti amici che siano amici suoi, e non solo nostri.
Certo è già cosa grande diventare discepoli di Gesù, che vuol dire stare con lui, amarlo più di tutto e di tutti; seguire le sue parole… e poi far discepoli gli altri.
Sembra impossibile? San Carlo Acutis lo ha fatto. San Piergiorgio Frassati pure.
Serve sempre a tutti guardare ogni tanto il cielo e alzare gli occhi dalla terra. Guardando a lui, diventa poi più facile andare per il mondo.