La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 24 maggio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

SOLENNITÀ DI PENTECOSTE -A-

Letture:

At 2,1-11 /Sal 103 /1Cor 12,3-7.12-13 /Gv 20,19-23

Vento e fuoco.

Che ne direste se la Chiesa oggi fosse una Chiesa tranquilla, chiusa nel cenacolo, ma piena di paura e di rassegnazione? Con poche speranze?

Se si fosse una Chiesa che manda avanti gli altri? Che guarda a una guida? Al Papa e a quelli che stanno attorno, pronti ad applaudire (o a criticare), ma Chiesa – popolo che sta a guardare?

La Chiesa era un po’ così, ma fu trasformata. Esperienze come questa, se si ripetono, il vento di Pentecoste le sconvolge, perché lo Spirito sveglia dal torpore e spinge fuori sulla pubblica piazza.

I credenti passivi e timidi vengono scossi da una forza improvvisa che viene dall’alto, come quella volta.

Il vento è lo Spirito di Dio. Come il vento impetuoso non viene programmato ma è inaspettato. È forte e impetuoso, e allora ci si accorge di lui… ma il più delle volte è come un vento leggero che spinge nelle vele.

Noi non sappiamo niente del vento che gonfia le vele perché abbiamo solo il petrolio.

Il vento dello Spirito è indispensabile e spinge a navigare nel mondo di oggi, verso acque sconosciute ma nella direzione voluta da Dio e verso orizzonti tutti da scoprire e da vivere.

Il vento riempie tutta la casa, ma si divide in lingue come di fuoco che si posano su ciascuno. Come dire che il vento dello Spirito avvolge tutti insieme, ma il fuoco dello Spirito si posa su ciascuno. Egli è forza unica e anche personalizzata.

Il vento è forza motrice, il fuoco trasforma.

Il vento gonfia le vele e manda in missione, il fuoco brucia dentro: è passione.

La missione della Chiesa non deriva da un senso del dovere, ma da un vento che viene dall’alto, è provocata da un calore interiore e da una luce che illumina dentro.

La missione non è un dovere, ma una passione che scotta.

Ed ecco l’effetto del vento e del fuoco: Tutti furono colmati di Spirito Santo e tutti li sentivano parlare nella propria lingua.

Le parole purificate dallo Spirito sono frecce infuocate che colpiscono al cuore… Gli ascoltatori si sentirono trafiggere dalle parole di Pietro e dissero: Che cosa dobbiamo fare, fratelli?

Il che significa che si sentirono toccati nel profondo della propria storia personale.

Oggi preghiamo lo Spirito di scuotere dal sonno e svegliare la speranza.

La Chiesa non è un progetto da amministrare, ma un fuoco da tenere acceso.

La Chiesa nasce da un vento forte che la sospinge e che fa uscire dal chiuso di un cenacolo di paure.

Lo Spirito è fuoco di carità che tutte le persone, di ogni razza, capiscono.