La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 10 luglio 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-

Letture:

Is 55,10-11 /Sal 64 /Rm 8,18-23 /Mt 13,1-23

Capire, coltivare, crescere.

Perché parli loro con enigmi? Cioè con parabole?

Di solito Gesù insegna e dà regole di comportamento – così è scritto – dà direttive da seguire nella missione dei discepoli. Dà regole di comportamento: le Beatitudini.

Alla folle Gesù dice cose enigmatiche o indovinelli, e alcuni, come i discepoli, vogliono capire.

A tu per tu gli chiedono spiegazioni.

Il grande enigma per tutti è il mondo in cui viviamo. Le parabole emettono il giudizio sul mistero del mondo in cui viviamo.

L’enigma è risolto così: la saggezza (quella vera, la parola di Dio) è un seme gettato nel mondo. Subito capiamo qualcosa di quel grande enigma: gli uomini sentono la parola di Dio, ma dentro per un orecchio e fuori per l’altro!

Ci sono terreni aridi, cespugli e spine, vi cresce di tutto… cioè troppi altri interessi, peccati e sbagli…

È una spiegazione del grande enigma del nostro mondo e del suo andamento. E così si finisce col dare sempre la colpa agli altri: ai potenti e prepotenti, a quelli che non si interessano, non ascoltano, sono malvagi… Ma così non si conclude nulla.

La vera domanda da farsi è un’altra: non “come va il mondo?”, ma come vado io?

Il mondo è incolto, sassoso, inospitale alla sapienza di Dio ma, a volte, è anche terreno fertile… ma io, che terreno sono? Che terreno voglio essere?

Questa è la domanda giusta.

Alla domanda giusta Gesù non tarda a rispondere: “A voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli” perché volete entrare, capire, coltivare e crescere.

A voi è dato e vi sarà dato ancora di più e sarete nell’abbondanza.

Gli altri perderanno anche quel poco che hanno.

Questo sarebbe il giudizio sul mondo!

Il giudizio conclude col pessimismo? Forse per alcuni sì.

Conclude con ottimismo? Sì. Per altri c’è speranza perché il seme è buono, potente.

È la parola di Dio.

Dove attecchisce, produce. Qualcosa, poco o tanto. Anzi, tantissimo in alcuni casi: produce il cento, il sessanta, il trenta per uno. Si può dire fino a compensare le perdite!

Lasciamo che la domanda continui a ronzare…

Come coltivo il mio terreno?

Come lo faccio produrre?

Cosa e quanto produco? …in fatto di frutti che si chiamano Beatitudini?