La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 21 agosto 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-
Letture:
Is 22,19-23 /Sal 137 /Rm 11,33-36 /Mt 16,13-20
Beati voi…
Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
La nostra attenzione si concentra sulla parola “Chiesa” che è edificio fondato su una pietra. La pietra è un credente, uno che crede in Gesù e uno che Gesù stesso ha soprannominato Pietro (cioè pietra – roccia). La solidità di Pietro non è umana, ma viene da Dio: Non la carne e il sangue ti hanno rivelato… ma il Padre mio che è nei cieli. A Pietro è rivelato quello che va oltre, decisamente al di là delle aspettative perfino degli uomini religiosi.
Gesù è il Figlio dell’Uomo che verrà a giudicare la terra.
Verrà il giudizio! È la certezza dell’umanità che soffre, oppressa da ingiustizie, violenze, guerra…
Verrà il giudizio! È la è parola forte di San Giovanni Paolo II che risuona ancora nella Valle dei Templi in Sicilia.
Il Vangelo lascia intendere che il Figlio dell’Uomo è già presente nel mondo, è già tra noi. È un profeta alla pari di Elia, Geremia e degli antichi profeti. Anzi, infinitamente di più!
È il rivelatore di Dio che è Padre. È giustiziere che solleva gli umili e oppressi. Fa giustizia, ma con la vendetta migliore che è il perdono.
Pietro è beato perché ha capito che il Figlio dell’Uomo è arrivato, è davanti a lui ed è il Figlio di Dio. Pietro è beato perché ha la grazia di capirlo, anche se lo capisce ancora solo a metà. Il Figlio dell’Uomo fa giustizia donandosi. Giudica il mondo con l’amore, punisce il male dando la sua vita sulla Croce.
Capire la vera identità di questo Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo sarà un vero dramma per Pietro e per tutti gli uomini.
Ci vorrà tutta la grazia della rivelazione del Padre e della rivelazione che Gesù si appresta a fare, perché la grazia della fede prevalga sulla carne che si ribella e sulla debolezza umana che rifiuta le vie di Dio.
Pietro è beato perché amico e confidente di Gesù, anche se è credente solo a metà, almeno per ora. È la roccia, ha le chiavi del regno dei cieli, ha la facoltà di legare e sciogliere.
Pietro è la roccia che tiene unita la Chiesa, anche se è ancora roccia fragile: è lo stesso pietra stabile in grado di tener su l’edificio di Cristo finché resta saldo sulla Parola di Dio e non cede alle considerazioni carnali, della carne e del sangue.
Pietro ha le chiavi del Regno dei Cieli. Apre le porte, tiene il posto di Gesù. Ha la parola di Gesù e garantisce che essa è autentica e sicura.
Pietro lega e scioglie perché la Chiesa ha bisogno di chi scioglie e rimette le colpe. La Chiesa è santa e peccatrice: i cristiani cioè sono sempre in via di conversione, nella possibilità di cadere e sempre però anche di rialzarsi, nella possibilità di peccare e nel bisogno di essere perdonati.
Sono sicuro che Gesù conta molto su questo perdonare, sciogliere i legami e i peccati che rendono schiavi. Gesù spera sempre che le chiavi di Pietro girino per aprire e permettere di entrare a quanti vogliono entrare nel regno dei Cieli.
Nel racconto del vangelo di Matteo, Pietro ha ancora molto da capire. Ha capito appena a metà, ma il Figlio dell’Uomo è già all’opera e giudica il mondo con la sua Croce: innalza gli umili e abbatte i superbi, riempie di beni gli affamati e i sazi sono già a mani vuote… e, quel che è peggio, sono vuoti dentro.
Beato te Pietro! Beati voi, che comunicate alla fede di Pietro!