La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 4 settembre 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-

Letture:

Ez 33,1.7-9 /Sal 94 /Rm 13,8-10 /Mt 18,15-20

Il dono di sé.

Il discorso sulla Chiesa comincia così: Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te

Gesù non fa un discorso alto e difficile, ma semplice e molto concreto. Parla del “tuo fratello”. La persona che vive con te in famiglia, che partecipa alla vita sociale del paese con te, o viene a Messa come te o è familiare che vive gomito a gomito con te.

Gasù parla della comunità concreta, non di quella ideale. Parla della piccola comunità di due o tre persone.

Nella piccola comunità, che si dice anche comunità cristiana, capita che si possono commettere colpe: farne e riceverne… anche senza accorgersi, senza volerlo.

Gesù indica il rimedio: Va’ subito a riconciliarti, a metterti d’accordo tra te e lui solo.

Prima di iniziare un processo: riparare subito, il più presto possibile! Ecco la Chiesa di Gesù che aggiusta le cose e chiarisce prima che il male si allarghi, prima che uno covi risentimento, o reagisca col malumore, o ceda alla tentazione di parlare alle spalle.

È meglio dirsi le cose (nel migliore dei modi!) e che tutto finisca lì. Questo è fare Chiesa.

Fare Chiesa è prendere anche una piccola iniziativa e far pace o almeno cercare una pacificazione.

Poi ci sono tanti altri fratelli… fratelli smarriti, in difficoltà, senza speranza…

Il cristiano non è indifferente, ma ha l’occhio del pastore (Gesù) che vede e va in cerca. Il cristiano ha il cuore del pastore, che non abbandona.

Forse non occorre mettere in atto tutto quel processo di cui parla il vangelo: 1) ammoniscilo tra te e lui solo; 2) chiedi aiuto a due o tre persone; 3) dillo all’assemblea.

Forse dice così per invitare a non arrendersi mai alla rottura dei rapporti e a credere nella possibilità delle persone di migliorare, nei devianti di riscattarsi, nel peccatore di ravvedersi… Più con la fiducia e l’amicizia accordate certo, che non coi rimproveri!

Comunque non bisogna nascondersi i difetti e i peccati esistenti nei membri della piccola comunità. Ma bisogna credere che si può aiutarsi (amorevolmente) a vincerli e a uscirne, e riprendere un’esistenza onesta e limpida.

La correzione fraterna è così espressa da Gesù: Tutto quello che legherete o scioglierete sulla terra, sarà legato o sciolto anche in cielo.

La riconciliazione è dunque nelle nostre mani: possiamo fare la riconciliazione o non farla… e la riconciliazione che facciamo corrisponde in cielo.

Infine, dopo la correzione fraterna, la riabilitazione e il recupero, la riparazione di una divisione… c’è la preghiera comune fatta insieme. È la preghiera che “fa la Chiesa”, cioè la mette insieme.

La certezza di essere la comunità del Padre, e quindi la comunità che viene ascoltata, è data dalla parola di Gesù: Io sono in mezzo a loro… In mezzo a due o tre che sulla terra si mettono d’accordo per chiedere qualunque cosa. Il Padre concede qualunque cosa essi domandino.