La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 5 ottobre 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-

Letture:

Is 5,1-7/Sal 79 /Fil 4,6-9 /Mt 21,33-43

La bellezza della vigna.

Le letture parlano della bellezza della vigna. Il paese in cui viviamo è la nostra vigna, la parrocchia è simile alla vigna, il mondo è la bella vigna che Dio ci regala.

C’è l’autunno con la vendemmia e l’allegra raccolta dei frutti, c’è la primavera che fiorisce. Primavera sono i giovani, è la festa dei coscritti con la processione, i fiori, gli evviva!

Le stagioni sono affascinanti, anche quelle della vita, ma sappiamo quanta fatica ognuna comporti: tanta fatica, ma poi ci sono tante soddisfazioni.

La primavera della vita ha bellezza e forza che fa crescere, studiare, imparare, sognare. Ci sono rischi di sbagliare, ma poi aiuti per rialzarsi e rimediare, tante risorse per crescere.

C’è l’inverno della vita con la fatica del lavoro e la monotonia delle cose di ogni giorno, col pensiero sempre agli altri e alla famiglia, ma intanto crescono i frutti e matura il raccolto, con soddisfazioni a volte scarse, altre volte abbondanti con risultati inaspettati tanto da compensare quello che è mancato.

Nella vigna di Dio (a noi consegnata per goderla e lavorarla) tutto va avanti bene, basta non fare due grossi sbagli che capitano e sono capitati: vedi la parabola.

Primo: i coltivatori della vigna si fanno padroni. Il proprietario è spesso lontano, addirittura assente. Si sentono soli sulla scena del mondo, padroni come Adamo che ha fatto quello che ha voluto, che poi si è nascosto a Dio quando Dio desiderava parlare con lui passeggiando nel giardino, cioè nella sua vigna.

È l’ateismo pratico di quando Dio è dimenticato, e invece è vicino e ama gli uomini, ma loro fanno da soli e la fanno da padroni, non comunicano.

Dio manda suoi rappresentanti: i profeti, santi esemplari, il suo stesso Figlio… ma li maltrattano, li uccidono.

Secondo sbaglio madornale, già fatto e reiterato: La pietra scartata è diventata pietra angolare.

Il grande cantiere del mondo è un grande edificio antico, monumentale. Qualcuno è tentato di togliere la pietra principale, la pietra d’angolo su cui è costruita la vita: su di essa poggia il mondo, la comunità… Si pensa che non serva. La si toglie e tutto viene giù.

La pietra angolare, scartata dagli uomini, è rimessa al suo giusto posto. Gesù lo dice e fa capire di essere lui questa pietra principale su cui costruire.

La nostra preghiera oggi, assieme all’impegno, è costruire con Gesù la nostra vita e il nostro mondo.

Non possiamo mai perdere di vista Gesù. Bisogna cercarlo ogni giorno, e ricercarlo quando lo si è smarrito. Allora c’è fiducia, speranza e la vita sta su.

La nostra preghiera e l’impegno è custodire il creato e impedirne la distruzione, come si rischia di fare… coltivare il mondo per consegnarlo ad altri. Non fare da padroni ma esser custodi di una cosa bella e preziosa.

Coltivare la vigna della comunità portandovi la bellezza della gioventù, l’impegno e la fatica dell’età matura, e nell’età avanzata portare il bene e la saggezza dell’esperienza accumulata.

L’amore è la forza che tiene unite le stagioni della vita. L’amore è la forza da chiedere in dono al Padre, creatore della bella vigna del mondo. L’amore è il dono di Gesù – pietra principale, l’unica che tiene in piedi tutto l’edificio.