La riflessione domenicale
Pubblicato giorno 9 ottobre 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-
Letture:
Is 25,6-10 /Sal 22 /Fil 4,12-14.19-20 /Mt 22,1-14
Credere nell’amore gratuito.
Il regno dei Cieli è simile a una festa di nozze.
Il Re, Dio, invita tutti alla festa che organizza per il suo Figlio. Il re è in festa. Il suo animo è pieno di gioia e vuol rendere partecipi alla sua festa quanti più possibile.
I primi invitati non hanno voglia di far festa. Non si interessano dell’invito. Altri lo rifiutano. Ma alla fine il re riempie lo stesso la sala della festa.
A parte quelli che respingono l’invito con un “no” plateale (ostile e offensivo), la maggior parte non si interessano.
Le preoccupazioni quotidiane li assorbono al punto di renderli insensibili a un dono gratuito. Essi pensano ai fatti propri e non badano minimamente all’invito di trovarsi insieme gioiosamente.
La monotonia del loro tran tran solito non permette loro di credere alla possibilità di gioire insieme, di sperare in un futuro, di credere nell’amore gratuito.
Non si curano dell’invito e se ne vanno al loro lavoro: il lavoro è il contrario della festa.
Vanno dietro ai loro affari: gli affari sono il contrario della gratuità di un invito. Pensano che niente è gratis in questo mondo. C’è solo il proprio interesse. Non esistono relazioni libere e gratuite.
In una parola: non si crede nell’amore… e alla fine si rifiuta Dio che è amore gratuito.
Allora subentrano altri invitati. Questi sono raggiunti ai crocicchi delle strade.
Ai crocicchi delle strade, chi c’è?
La categoria di quelli che non hanno niente da fare perché nessuno li considera, sono inutili secondo la mentalità comune. Sono quelli che Papa Francesco chiamava “gli scartati”.
Costoro accettano l’invito ed entrano nella festa di Dio.
Gli scartati, che non servono a niente e non producono abbastanza, gioiscono di essere desiderati e attesi da qualcuno.
Non hanno niente da dare in cambio. Il dono è gratuito e lo accettano volentieri.
Alla fine tutti entrano nel Regno: tutti possono entrare nel Regno che è festa di Dio.
Bisogna però cambiare abito e non entrare con quello solito di tutti i giorni.
Soprattutto bisogna cambiarsi dentro, perché la gente vede l’esterno. Infatti nessuno si era accorto di quel tale che non aveva l’abito nuziale, ma Dio vede il nostro interno. Dio vede se dentro abbiamo l’abito dell’amore.
Non importa avere l’abito della festa che copre il negativo che abbiamo dentro: Dio vede il cuore. Vede se è libero da rancore, da invidie, da freddezza…
Dio vede se dentro cambiamo abito. Nessuno si accorge se sotto ci manca l’abito giusto. La gente vede solo le apparenze
Dio vede se al posto dell’abito vecchio indossiamo l’abito nuovo della carità veramente.