La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 30 ottobre 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Letture:

Ap 7,2-4.9-14 /Sal 23 /1Gv 3,1-3 /Mt 5,1-12

Al di là del semplice buonsenso.

Questa pagina delle “Beatitudini” è il concentrato di tutto il Vangelo.

Il Vangelo è qualcosa di più del semplice buon senso: è al di là. La benevolenza e la bonarietà sono una buona cosa, ma ci vuole un po’ di sale per insaporire una vita buona, fondamentalmente buona.

Ecco le “Beatitudini” che danno slancio, danno coraggio di buttarsi, mostrano qualcosa di più grande e di più perfetto.

Le “Beatitudini” sono una spina ne fianco. Sono come una piccola spina nella pelle che dà fastidio, per quanto sia piccola.

Sono uno stimolo perché non ci si accontenti di alleviare le ferite dei poveri, senza mai contestare le persone e le strutture che producono queste ferite.

Le “Beatitudini” ci salvano quando le nostre risorse finiscono e ci accorgiamo che l’unica risorsa è Dio. L’unico che resta, l’unico su cui possiamo contare. Questo vuol dire Beati i poveri in spirito: di essi è il regno dei Cieli.

La realtà in cui viviamo appare a volte un po’ insipida: manca il sale, il concentrato del Vangelo che dà gusto. Se il vivere cristiano è annacquato, non c’è più gusto.

Allora bisogna ricercare il pensiero di Cristo, perché è lo Spirito che ci occorre: lo spirito delle “Beatitudini”.

Le “Beatitudini” sono scritte sul libro e sono la pagina più famosa e centrale. Le “Beatitudini” sono scritte molto chiaramente anche nella vita dei Santi. Tutti i Santi sono immagini vive delle “Beatitudini”.

I Santi sono presenti nella storia e impediscono di rassegnarsi a quello che succede e che sembra inevitabile.

I Santi sono spina nella carne, stimolo per la società e per la mentalità corrente.

Come in passato i Santi hanno influito nel mondo e hanno provocato qualche svolta importante, così siamo convinti che anche oggi ci sono Santi all’opera, nelle situazioni più difficili come pure in quelle più tranquille, nelle situazioni più disperate… perché lo Spirito di Cristo lavora nel presente e opera nelle persone.

I Santi sono uomini e donne come noi, ma la differenza sta nel fatto che sono uomini e donne secondo il cuore di Dio.

In quella folla immensa che nessuno poteva contare, di cui abbiamo letto in Apocalisse, ci sono i poveri che hanno mani vuote per accogliere il regno di Dio e poi donarlo…

Ci sono quelli che sono nel pianto e che saranno consolati, perché nella vita non hanno avuto altra consolazione se non nella speranza in Dio.

Ci sono i miti che hanno in eredità la terra, perché la terra appartiene a chi la ama, senza volerla possedere.

Ci sono gli affamati e assetati di giustizia perché hanno rifiutato di sfamarsi con l’indifferenza.

Ci sono gli operatori di pace che saranno chiamati figli di Dio. E poi i misericordiosi, i puri di cuore, i perseguitati a causa della giustizia, che hanno impedito al mondo di marcire…

Le “Beatitudini” sono il Vangelo ancora incompiuto che può salvare il mondo.