La riflessione domenicale

Pubblicato giorno 7 novembre 2026 - In home page, In primo piano, Riflessione domenicale

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -A-

Letture:

Sap 6,12-16 /Sal 62 /1Ts 4,13-18 /Mt 25,1-13

Diventare saggi e previdenti.

C’è distinzione tra stolti e saggi. C’è divisione tra vergini sagge, previdenti, preparate e le altre superficiali, poco attente, distratte.

Ci sono lampade accese che non si spengono e lampade esaurite che fanno stare al buio.

Si parla del regno di Dio, di fronte al quale le persone sagge sono previdenti. Perché sono avvedute in quello che riguarda il regno dei Cieli, e mettono in pratica le Beatitudini. Non si può accontentarsi di un momento di entusiasmo.

Nei confronti di Gesù non basta una fiammata che si esaurisce presto. Occorre cercare che la luce duri e che la fiammella non si spenga.

La luce dura se le Beatitudini sono vissute: Beati i costruttori di pace, i miti, ecc. diversamente si resta al buio e si fa restare al buio il mondo.

Chi mette in pratica le Beatitudini diventa luce del mondo e sale della terra. Chi mette in pratica dà senso e gusto alla vita. Diffonde speranza e coraggio. Costui è riconosciuto dal Signore e non sentirà quella risposta tristissima: Non vi conosco!

Toccherà a ciascuno diventare saggio e previdente… per non essere impreparato e distratto nel momento decisivo. Siccome non si diventa saggi o stolti all’improvviso, lo si è già prima.

Lampada accesa che non si spegne è la fedeltà a un ruolo, a una vocazione, a una scelta fatta.

Lampada accesa vuol dire esser presente a un servizio che si svolge.

È la lampada accesa del “sì” a una promessa matrimoniale, a un’amicizia stretta con altri.

È una scelta professionale, una missione nella Chiesa, un servizio nella comunità.

I piccoli vasi della riserva d’olio devono esserci: guai se mancano!

Che cos’è la riserva energetica?

È il senso dato alla vita che conduciamo.

Occorre alimentare le motivazioni profonde dentro di noi.

Le motivazioni che ci spingono quando l’entusiasmo iniziale si affievolisce e subentra un po’ di stanchezza.

L’amore di Cristo ci sospinge, confida S.Paolo.

Dobbiamo scavare in noi la sorgente profonda che non si esaurisce mai.

Allora si scopre che Dio ci vuol bene, sempre, e che Gesù Cristo è vivo in noi.

Non si vive di rendita, standosene alla superficie. Occorre andare più a fondo e trovare quella forza che viene dal Signore risorto.

Allora si ritroverà anche la sintonia con lui… che gli farà dire: Vi conosco! Ci conosciamo bene!